In difesa della Scuola Media

Nel recente dibattito sulla validità della  scuola media italiana, il mio punto di vista è netto, maturato non sulla base di astruse teorie ma semplicemente sul campo, ogni giorno tra i banchi e in cattedra, sulla mia personale esperienza di docente di Lettere, iniziata nell’anno scolastico 2001/2002 nel mitico Istituto Comprensivo di Ruffano.

La scuola secondaria di primo grado  è un anello indispensabile, certamente migliorabile, per la preparazione allo studio liceale e universitario, perché finalmente “svela” agli studenti la conoscenza della realtà, e di se stesso, organizzata per discipline, un patrimonio che l’uomo ha conquistato, selezionato e strutturato nel corso del suo cammino millenario.

Se è vero che gli studenti delle medie mostrano un’affezione allo studio e all’istituzione scolastica minore rispetto ai bambini della scuola primaria, questo è da imputare allo stravolgimento dell’impostazione del ciclo precedente che si è consumato in Italia negli ultimi trent’anni: perché costringere i bambini di sei o sette anni a stare mesi e mesi sui numeri da 1 a 10, quando anche a due o tre anni dimostrano già una certa disinvoltura con le decine e persino con le centinaia.

Per non parlare della storia, che smette di essere racconto del passato per ridursi ad astrusa ‘scienza della temporalità’. Oggi purtroppo in prima media arrivano ragazzi meno preparati rispetto al passato, meno pronti ad affrontare il ‘salto’ che li metterà di fronte a tante materie ognuna con la propria epistemologia, il proprio lessico specifico, il proprio docente.

L’ossequio acritico a certe teorie pedagogiche, spesso superate quando non addirittura confutate, hanno indebolito quella che un tempo si diceva la scuola migliore del mondo, per l’adesione a un modello scientista che patrocina con sempre più insistenza l’ideologia secondo cui le materie debbono sparire, sostituite da una sorta di blocco di attività prevalentemente pratiche.

La scuola, insomma, dei learning object, della risoluzione dei problemi senza avere una conoscenza sistematica degli strumenti e dei concetti necessari: il modello finlandese in cui si afferma l’idea che a scuola si vada per porsi problemi e tentare di risolverli, mentre l’acquisizione di conoscenze è qualcosa di secondario.

immagine-la-scuola-media-ridotta

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...