Io sto coi Cinque Stelle

arton42756-d77c1.jpgMi sono iscritto al Blog di Beppe Grillo e sono un semplice osservatore esterno che da diverso tempo guarda con curiosità e interesse al Movimento, tanto da essere inserito nel gruppo Facebook degli attivisti pentastellati del mio Paese e invitato puntualmente alle loro iniziative e lusingato anche con un’offerta di candidatura alle prossime elezioni comunali.

Non ho risparmiato loro critiche anche serrate come ho fatto qui sul mio sito di recente.  Ma adesso, tuttavia, il mio sostegno al Movimento è incondizionato.

Quello che sta accadendo a Roma è vergognoso! Stanno cercando, mediante l’opinione pubblica manipolata e la leva degli illeciti, che se ci sono vanno puniti secondo legge, di delegittimare integralmente un movimento politico che ha democraticamente vinto le elezioni e che, peraltro, nemmeno ha ancora avuto modo di iniziare davvero ad amministrare Roma. Anche se si sarebbero dovuti organizzare meglio prima, visto che la vittoria era scontata…

La situazione tuttavia è chiara! Le guardie bianche dei poteri forti e, con essi, quel Pd con lo zar Renzi che è loro servo fedele e che non fa mistero di tutelare gli interessi del capitale contro il lavoro hanno già deciso: il Cinque Stelle deve essere abbattuto e delegittimato. Perché è di impaccio rispetto a essi oltre che pericolosamente alternativo.

Come ben sa il mio amico Tonio Papa, io ho sempre puntato il dito contro quelli che secondo me sono i gravi limiti del Cinque Stelle: assenza di una linea culturale e politica precisa, di una chiara forma partitica; allo stesso tempo ne riconosco i suoi grandi meriti:  il superamento della dicotomia obsoleta, specie in Italia, di destra e sinistra, l’individuazione del nemico principale nel capitale finanziario e nelle sue propaggini dell’Unione europea e degli Usa. Il fatto che oggi il Cinque Stelle stia subendo questo vile e abominevole linciaggio mediatico a reti unificate è la spia che ci segnala evidentemente quanto esso sia sgradito ai poteri forti e, di conseguenza, ai loro cani da guardia, in primis al circo mediatico, alla casta giornalistica venduta e agli intellettuali di regime.

La vicenda delle Olimpiadi di Roma è lo spartiacque: la Raggi s’è giustamente opposta alle Olimpiadi, andando a toccare interessi immensi di poteri forti che ora, com’è naturale, hanno deciso di prenderla di mira. La storia è molto semplice…

Bisogna iscriversi al movimento degli “apoti”, come li chiamava Prezzolini: ossia di quelli che non si bevono tutte le bugie che il circo mediatico senza tregua ci propina a pagamento…

 

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