De Luca il miglior testimonial… per il NO

Il Governatore della Campania Vincenzo De Luca è riuscito nell’impresa di trasformarsi nel peggior testimonial in circolazione in favore delle ragioni del Sì al referendum. Non era semplice, ma l’ex sindaco di Salerno ci ha abituato nel corso degli anni a imprese di notevole spessore. Dopo le parole vergognose sulla Presidente della Camera Rosy Bindi, durante una riunione con i sindaci campani, il Governatore ha esplicitato il suo pensiero sulla Riforma Costituzionale: è necessario votare Si non per la Costituzione, ma perché Renzi ha promesso soldi alla Campania, tanti. Quindi “Non me ne fotte niente di quello che pensate di Renzi, l’importante è portare i voti”.Come? Semplice, con il clientelismo, porta a porta, raschiando ovunque, facendo promesse. Non ci dimentichiamo che De Luca è stato il Governatore sul quale Renzi al Sud ha investito di più, l’alfiere del sì, l’uomo sul quale scommettere in mancanza di altre sponde nel resto del Mezzogiorno: vedi Emiliano, per esempio, che si è schierato per il No!Quindi promesse, innumerevoli iniziative con la Ministra Boschi, elogi e omissioni anche quando i comportamenti del ras di Salerno sono troppo imbarazzanti. Anche dopo le parole su Rosy Bindi il massimo che è arrivato dai banchi dell’esecutivo è stata la richiesta di scuse al Governatore nei confronti della Bindi, quando il buon senso avrebbe voluto invece una richiesta di dimissioni pretese con forza da un uomo evidentemente inadatto e indegno di rappresentare le istituzioni. Ma con De Luca non si può, è trasversale, è potente, per essere eletto alla presidenza della Campania si è avvalso anche dei voti di fascisti, indagati, avversari del Pd, voti berlusconiani e pezzi del potere di Cosentino.
Ma De Luca, il “bulgaro” fin dai tempi del Pci, può fare quello che gli pare e piace perché controlla in maniera capillare il voto e lo ha dimostrato anche alle ultime primarie che hanno sancito la vittoria del premier Renzi: a Salerno il segretario del Pd in carica incassa una percentuale del 73 per cento, Cuperlo il 15,6 per cento, Pippo Civati l’11 per cento. Percentuali bulgare appunto che tracciano la strada di quello che sarà il rapporto con il Governatore perché i suoi voti servono e serve il suo consenso altrimenti in Campania non si muove una foglia. E quindi chi se ne fotte della Costituzione, l’importante sono i soldi e i voti.

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