Ricordi infiniti di viaggio per un interista di seconda media…

Ho viaggiato tanto eppure ci sono dei luoghi, alcuni famosi altri anonimi, che mi hanno regalato delle emozioni particolari che custodisco nel baule dei miei ricordi. Per esempio, quella piazzetta nel centro di Montecatini dove il mio sguardo ha incrociato quello di un’enigmatica quanto affascinante ragazza bionda, seduta su una panchina, mentre annoiata guardava il suo smartphone. Il gatto nero che veloce si perdeva sul basolato delle ripide stradine strette e tortuose nel centro storico di Otranto, testimoni magari di ben altre fughe al tempo dell’assedio dei Saraceni… E che dire della prima volta che ho visto gli anelli concentrici di San Siro gremiti di folla, rimbombanti quando l’eroe omerico neroazzuro dell’undici di Mourinho, Milito, superata l’ultima vana difesa avversaria, depositava il pallone in rete facendola rigonfiare. Sono sempre i ricordi di queste esperienze che lì per lì ci colpiscono, ma solo in seguito diventano qualcosa di magico e amiamo ricordare con languida malinconia. Perché il ricordo è un po’ come la siepe che impedisce al poeta di Recanati di poter spaziare lungo l’orizzonte, ma tale ostacolo gli permette di vivere esperienze sovrumane che lo fanno dolcemente naufragare in un piacere infinito.

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